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comunicato stampa/versione italiana/Maggio 2013 Harem:Opere nuove di Pola Wickham una mostra a cura di Fabrizio Pizzuto (Testo di Fabrizio Pizzuto in galleria e nel catalogo) Harem è una serie di quadri, che fa da sfondo a una serie di mostre. Si tratta di un lavoro che Pola Wickham sta sviluppando da più di 7 anni. La parola “harem” viene della parola araba harīm che indica un luogo vietato / protetto. Si indica così la parte di un palazzo musulmano riservato alle donne. Vi dimorano insieme le mamme, le sorelle, le mogli, le concubine, le figlie, le animatrici e le serve. Nel lavoro di Pola Wickham l’Harem denota, non uno spazio politico o
sociale, ma piuttosto un mondo privato. Un mondo nascosto, domestico ed
esotico, esclusivamente femminile, dentro cui le donne trovano la
libertà di esprimersi. Una semplice parola che implicherebbe una
problematica, dato che le abitanti dell’Harem normalmente si trovano
sotto la giurisdizione esclusiva di un singolo maschio. Tuttavia
l’idea di un contesto esclusivamente femminile è il vero nodo del
pretesto: l'immaginario che offre a Pola Wickham l'idea della
possibilità di sovversione... in senso formale e tematico. Harem diventa uno spazio interiore e immaginario, riservato e custodito gelosamente. Paradossalmente rappresenta il sentirsi libera di elaborare idee formali all'interno di un mondo-gabbia. “Il mio lavoro si muove su una linea sottile tra ciò che è bello e
colto come pittura, e ciò che è maldestro e goffo come immagine, questo a
volte lo rende difficile da incasellare e categorizzare. Ho sempre
pensato che questo fosse un tratto positivo della mia opera nonostante
le difficoltà che comporta. La mia formazione si è basata su
un’educazione molto tradizionale rispettosa della storia dell’arte. Ho
studiato i vecchi maestri e gli’Impressionisti, ho studiato e
approfondito tutto il ventesimo secolo, dal Cubismo alla Pop Art,
facendo attenzione all’Espressionismo Astratto e a tutto ciò che nacque
da quel movimento. Tuttavia ci sono artisti contemporanei ai quali mi
sento più legata in termini di pittura... persone come Mamma Andersson,
Peter Doig, Beatrice Milhazes, Elena Sisto, Julie Mehretu, Al Held e la
lista sarebbe ancora lunga... Mi piace guardare il lavoro degli altri;
sono sempre alla ricerca d’ispirazione, ho bisogno di sentire
un’appartenenza, perché la vita nello studio può essere solitaria e
isolata. Suppongo che per tante persone il termine “cutting
edge” non può più riferirsi alla pittura, ma la pittura è ancora viva, e
non solo quella tradizionale, narrativa. Esiste una pittura
contemporanea figurativa che si confronta con il mezzo stesso della
pittura, che ragiona su come si trasforma una tela in un soggetto... una
lavoro che si sviluppa con artisti come Fairfield Porter e Alex Katz
fino ad arrivare a Luc Tuymans e Peter Doig. Comunque il contesto in cui
vengono esposte le opere può fare tutta la differenza.” POLA
WICKHAM nasce a Londra nel 1969. Ha studiato pittura a Aix-en-Provence e
a New York e ha ottenuto un Master alla Facoltà di Belle Arti
dell’Università della Yale University. Ha esposto la sua opera negli
Stati Uniti e in Europa, in mostre individuali e collettive, e i suoi
dipinti fanno parte di collezioni pubbliche e private in entrambe le
parti dell’Atlantico. Una volta terminati gli studi, Wickham si è
trasferita a Barcellona, dove tra il 1999 e il 2006 dove ha lavorato sia
come artista che come docente. Nel 2006 si è trasferita a Roma, dove continua con la sua attività creativa. |
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